Procedendo verso l’interno, il paesaggio si fa sempre più selvaggio e affascinante: la nostra meta è Amandola, la storica porta d’accesso ai Monti Sibillini. Qui natura, storia e mito si intrecciano, evocando racconti fiabeschi, profezie e leggende come quelle della Sibilla Appenninica, figura misteriosa che – secondo la tradizione – dispensava oracoli a cavalieri erranti giunti da ogni angolo d’Europa.

Lungo il percorso, si incontrano borghi e scenari sorprendenti. Monteleone di Fermo svela un territorio segnato da calanchi e vulcanelli di fango, fenomeni geologici curiosi e affascinanti che costeggiano le valli dell’Ete e del Lubrico. Poco oltre, Montelparo – soprannominato “il Murello” – si staglia come una prua rivolta ai monti, offrendo un panorama indimenticabile.

La vista spazia fino a Santa Vittoria in Matenano, borgo medievale che conserva strutture storiche come il Cappellone degli Innocenti e la Collegiata. Proseguendo lungo le strade panoramiche si raggiunge Montefalcone Appennino, famoso per i suoi fossili e per l’omonimo museo, che unisce geologia, arte e botanica in una collezione unica.

A pochi minuti si trova Smerillo, piccolo borgo immerso nei boschi dove si organizzano attività legate alla natura, all’astronomia e all’orienteering, disciplina che unisce sport e orientamento nei boschi.

Il viaggio prosegue verso Montefortino, affacciato sulle cime dei Sibillini. Oltre al panorama mozzafiato, il paese custodisce un importante patrimonio artistico raccolto nella Pinacoteca Civica Fortunato Duranti, all’interno di Palazzo Leopardi.

Infine, ecco Amandola, a 500 metri d’altitudine, abbracciata da tre colli e immersa nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Punto di partenza ideale per escursioni, Amandola offre anche cultura, storia e prodotti locali. All’interno del Chiostro di San Francesco, la Casa del Parco fornisce tutte le indicazioni per esplorare i sentieri e le meraviglie naturali di quest’area magica e senza tempo.